Chi Siamo

Mi chiamo Milena Pietrobelli sono nata nel Vicentino nel 1971, mi sono innamorata di un uomo salentino, e nel Salento 4 anni fa ho scoperto questo sport, mi è entrato così tanto nel sangue che nel 2013 ho iniziato  a fare delle ricerche in internet, e guarda caso ho trovato un istruttore proprio a Padova ed ho svolto le mie prime lezioni sul fiume Bacchiglione. Nel frattempo ho integrato e sviluppato altri sport acquatici come canoa, kayak e canottaggio, sport  immersi nella natura e come ambiente predominante l’acqua.
L’idea già nel 2013 di un eventuale trasferimento in luogo di mare mi ha ancora più incentivata ad acquistare le prime tavole SUP, ed oggi, a far si che un progetto solo sognato, nella mia mente, potesse divenire realtà, una realtà che si svolgerà in un isola meravigliosa come Lampedusa è quasi incredibile.
Ritengo che lo Stand up Paddling sia veramente per tutte le età, dai ragazzi a persone non più  giovanissime,  passando dal Sup Flat Water più tranquillo, al sup wave o race per persone più sportive con più e intenso lavoro muscolare. Da quando è sbarcato in Italia ogni anno si quadruplicano i praticanti per questo sport completo — E’ una disciplina che coinvolge tutta la muscolatura del corpo superiore e inferiore, quindi, delle braccia, delle gambe e del tronco. In particolare, tonifica addominali e glutei, grazie ai movimenti di controllo per mantenere l’equilibrio. Rafforza anche i muscoli dell’area lombare del rachide, rendendolo uno sport indicato anche per chi soffre di dolori alla schiena, causati in particolare da eccessiva sedentarietà o da posture scorrette assunte durante la giornata
La priorità in questo sport prima di tutto è la sicurezza sia per chi pratica il SUP sia per le per le persone che ci stanno vicino in mare, visto che si utilizza una loangboard con pagaia. Alla sicurezza ci dobbiamo pensare in primis , il mare,  il vento e le condizioni atmosferiche sono imprevedibili ecco perché ci si avvale di giorno in giorno delle condimeteo  per visualizzare altezza onde e tipo di vento per poter divertirsi con la massima sicurezza e tranquillità e utilizzando dei dispositive di protezione o salvataggio. Ecco perché ho pensato di effettuare un corso alla preparazione di Istruttore SUP Flat Water ISA  (International Surfing Association), unica società a livello mondiale che garantisce di trovare sempre lo stesso metodo di insegnamento, dall’Australia al Brasile al Portogallo, all’Italia ed in altri continenti e tantissime nazioni) , partecipando al primo step teorico/sicurezza il 12-13 marzo 2016 a Forte dei Marmi, con Alessandro Dini un campione ad alti livelli di Surf ed il secondo step pratico a Riccione il 23-24 aprile 2016, con Franco Piccioni, ora sono in attesa di partecipare all’ultimo step ossia il brevetto SNS (Società Nazionale Salvamento) nei mesi di maggio/giugno 2016.
ISA ed altre società minori stanno portando avanti un progetto, che farà si che il SUP diventi presto uno sport che rientri nei giochi olimpici, ma per far questo serve farlo conoscere a molte persone che lo adottino come sport consueto, per questo servono Istruttori capaci all’insegnamento. È uno sport completo come il nuoto e la corsa, la variabile che  lo diversifica da altri sport è che il cervello è costretto a mettere in atto dei meccanismi di autoregolazione dell’equilibrio, e le variabili sono costanti vento, corrente e non per ultimo di rigidità muscolari. Negli ultimi anni ha avuto delle evoluzioni con l’applicazione del Pilates/Yoga sulla tavola da SUP sia in mare che in piscina. Nei prossimi anni ci saranno delle ulteriori applicazioni come SUP rescue ossia, il salvataggio a mare sarà presto effettuato con l’aiuto della tavola SUP appositamente modificata per il soccorso in mare, molto più pratico, veloce ed in sicurezza del metodo classico o dell’aiuto del pattino. L’Australia è il primo stato ad utilizzare il SUP rescue, come unico metodo di salvamento.